The Devils

Ci sono film che sin dal primo istante della loro progettazione hanno già un percorso prefissato che li condurrà ad essere leggenda. Nel 1971 Ken Russell realizza proprio uno di questi film con The Devils, rispettando ogni possibile criterio per realizzare un film “maledetto”: sceglie un argomento scomodissimo, ovvero l’influenza della Chiesa sul mondo politico; fa ampio uso di scene con nudi femminili e violenza andando ben al di là di quelli che erano i limiti dell’epoca; sceglie infine come protagonista un attore maledetto per eccellenza, ovvero Oliver Reed.

Mettendo sulla carta tutti questi elementi non deve sorprendere più di tanto come al momento della sua uscita The Devils abbia scatenato un vero e proprio putiferio, sia nella madre patria inglese, sia negli altri paesi di distribuzione. In Italia venne presentato nel 1971 alla Mostra del Cinema di Venezia e le reazioni disgustate non si fecero attendere, con tanto di richieste di licenziamento ai danni di Gian Luigi Rondi, l’allora Commissario della Biennale, sorte che invece toccherà al poeta Giovanni Raboni, che in quel periodo collaborava con il giornale cattolico L’Avvenire e che pagherà con il suo posto di lavoro la difesa sostenuta in favore del film.

Il film racconta una vicenda storica realmente avvenuta e prende ispirazione da due libri, The Devils of Loudun di Aldous Huxley del 1952 e The Devils di John Whiting del 1960, e narra dell’esecuzione di Urbain Grandier, un prete del Diciasettesimo Secolo accusato di stregoneria e arso vivo. Come si vedrà durante il film, tale accusa è solo un pretesto utilizzato dalla Chiesa per liberarsi di un personaggio scomodo il cui potere stava aumentando eccessivamente rischiando di mettere in difficoltà quello che poteva essere dipinto come il vero padrone della Francia dell’epoca, ovvero il Cardinale Richielieu.

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Russell dipinge perfettamente l’affresco che rappresenta la situazione politica francese, spezzata internamente dalla lotta tra Cattolici e Protestanti e guidata da un Re fantoccio e vanitoso manipolato come una marionetta dal famoso Cardinale. Prendendo però spunto da quello che è lo spirito anarchico del cinema indipendente dell’epoca e unendolo al suo innato talento e alla propria follia realizzativa, Russell non ci pone di fronte ad un vuoto polpettone in cui la ricostruzione storica è tutto, ma al contrario ci cala in un Inferno caleidoscopico in cui le vicende accadono in una sorta di spirale impazzita, dove l’isterismo e la follia sono di casa e in cui Sacro, Profano, Bellezza, Bruttezza e Potere danzano un folle ballo che non lascia fiato allo spettatore. Il regista britannico ci mostra senza pudore come l’amore isterico di una suora deforme e repressa sessualmente, interpretata magistralmente da Vanessa Redgrave, venga sfruttato biecamente dagli uomini di Chiesa per reprimere la minaccia rappresentata da Grandier. Ma dove un altro regista si sarebbe accontentato di mostrarci l’esteriorità della follia di Suor Jeanne, Russell ci proietta all’interno di quella mente malata e lo fa premendo l’acceleratore a tavoletta, lanciandosi a folle velocità contro quello che sa benissimo essere il muro del buon senso. Abbiamo così una serie di immagini blasfeme sbattute in faccia allo spettatore per shockarlo, sia nella famosa sequenza in cui Suor Jeanne riempie di attenzioni un Urbain Grandier trasfiguratosi in Gesù Cristo all’esorcismo stesso della suora, torturata e sodomizzata di fronte alla folla urlante. Suor Jeanne viene dipinta come vittima sia della propria follia quanto degli aguzzini a cui ha venduto Grandier come fosse il Diavolo tentatore.

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Non c’è sequenza che non sia tipica del cinema degli anni Settanta in questo The Devils, eppure il film riesce a restare fresco ed attuale, mentre gli attori recitano a briglia sciolta mettendo in scena un teatrino abitato da personaggi folli e caricaturali, eppure reali. Basti pensare al prete esperto in esorcismi, Padre Pierre Barre, interpretato con movenze e look da rockstar dall’attore britannico Michael Gothard, o ancora ai mille tic regalati da Vanessa Redgrave alla sua Suor Jeanne o a Graham Armitage e al suo Re Luigi XIII di Francia, debole, effeminato, manipolato da Richelieu, eppure perverso e in grado di farsi beffe della Chiesa e di Padre Barre quando espone a tutti il potere della suggestione mediante l’uso di una falsa reliquia.

L’Urbain Grandier di Oliver Reed è poi il perno centrale di tutto il film, unico personaggio che sembra essere lucido e ancorato alla realtà del mondo, perfettamente conscio di come tutto quanto stia ruotando intorno a lui sia solo un pretesto per impossessarsi della città fortificata di Loudun, scomoda spina nel fianco di Re Luigi e, quindi, del Cardinale Richelieu. Attualissime ancora oggi le sue parole finali, quando poco prima di morire bruciato urla alla folla delirante: “Perdonatemi se mi sono preoccupato troppo di salvare la vostra città!” Curiosamente Russell non ha una buona opinione di Oliver Reed in quanto attore. Intervistato da Richard Crouse nel suo libro Raising hell: Ken Russel and the unmaking of The Devils dirà:

I followed by asking if Reed’s unpredictability was what made him a great actor.

“Great actor?” he deadpanned. “I never said he was a great actor. No, he was a terrible actor.”

Why did you work with him over and over again?

“Cause he was cheap. He did the movie thing to perfection and he never let me down, I must say.”

Che sia vero quanto affermato dal regista, o che si tratti invece soltanto di un atteggiamento (sul rapporto tra Oliver Reed e Ken Russell si possono scrivere pagine e pagine, così come sull’altra terribile coppia composta da Herzog e Kinski), resta l’indubitabile fatto che in The Devils l’attore regala al suo personaggio uno spessore e una umanità incredibili. Grandier non è un eroe senza macchia, è un uomo che pur essendo prete non abbandona i piaceri della vita terrena e non si fa scrupoli a corteggiare il gentil sesso e, una volta messane incinta una non esita ad abbandonarla per il timore delle conseguenze. Eppure è anche un uomo che vista in pericolo una città e con essa la sua popolazione si getta a testa bassa nella sua difesa, incurante del pericolo che la Chiesa dell’epoca costituiva.

Come detto, all’uscita The Devils scatena una serie di reazioni violente. La stessa Warner Bros prima dell’uscita taglia il film per ottenere il visto di censura X, corrispondente al nostro Vietato ai minori di 18 anni. Tra le scene tagliate, abbiamo quella nel finale in cui Suor Jeanne si masturba con il femore carbonizzato di Grandier e un’altra in cui le suore impazzite e nude assaltano una statua di Gesù Cristo. Altri tagli verranno poi fatti dallo stesso Russell e successive modifiche verranno effettuate nei vari paesi in cui il film sbarcherà.

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Curiosamente ad oggi non esiste una versione completa del film. Quanto è stato tagliato dalla Warner è rimasto sul pavimento della sala montaggio della Warner. La massima completezza per ora raggiunta consiste nella edizione in doppio disco edito dal BFI – British Film Institute nel Marzo del 2012. Sul film inoltre manca una organica serie di studi quali ci si aspetterebbe di trovare su di un film ritenuto a ragione di culto e lo stesso Russell dedica a questa sua opera ben poche parole nel corso degli anni, l’unico veramente politico della sua carriera.

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