Il giorno in cui Kinski scalò una montagna

Fitzcarraldo è la storia di tre follie: la prima è quella del protagonista, Brian Sweeny Fitzgerald o Fitzcarraldo per i nativi del luogo, che vuole portare la grande musica lirica ad Iquitos e per ottenere questo non esita a far scalare una collina ad una nave.

La seconda follia è quella del regista Werner Herzog che per la scena clou del film, quella appunto della traversata della collina, non vuole usare un modellino in studio, ma vuole girare tutto dal vivo con una vera imbarcazione, idea questa che gli costerà la collaborazione con la 20th Century Fox, Come Herzog racconterà in Conquest of the useless:

Los Angeles, 19–20 June 1979

Executive floor of 20th Century-Fox. It turns out that no proper contract has been signed between Gaumont, the French, and Fox. The unquestioned assumption is that a plastic model ship will be pulled over a ridge in a studio, or possibly in a botanical garden that is apparently not far from here -or why not in San Diego, where there are hothouses with good tropical settings. So what are bad tropical settings, I asked, and I told them the unquestioned assumption had to be a real steamship being hauled over a real mountain, though not for the sake of realism but for the stylization characteristic of grand opera. The pleasentries we exchanged from then on wore a thin coating of frost.

La terza follia in gioco è ovviamente quella di Klaus Kinski, attore sul confine perenne tra genio e follia, che forse quel confine l’ha anche superato, un animale indomabile la cui collera leggendaria lo rendeva impossibile da gestire e che, forse grazie anche a questo, realizzerà insieme ad Herzog film indimenticabili. In Kinski – My best fiend, Herzog racconterà di come gli Indios partecipanti alla realizzazione del film ad un certo punto si siano offerti di far “sparire” l’attore definitivamente.

Il risultato di queste tre follie è un film storico, intenso, un autentico capolavoro che si è divorato oltre quattro anni della vita del regista tedesco ma che resterà per sempre tra le opere monumentali del Novecento.

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