Quella strana lega dei gentiluomini straordinari e il coefficiente De Niro

La fresca pubblicazione di The League of Extraordinary Gentlemen: Century scatena nel vostro cinefilo reietto una serie di questioni che ondeggiano tra cinema e fumetto. In primis in cosa consiste questa nuova pubblicazione? Si tratta di un volume che raccoglie tre capitoli della saga degli Uomini Straordinari che Alan Moore sta portando avanti da anni.

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Nel 1999 Alan Moore, uno dei maggiori autori di fumetti mondiali, pubblica una serie in sei parti dal titolo The League of Extraordinary Gentlemen in cui vediamo tutta una serie di personaggi appartenenti alla letteratura del periodo vittoriano interagire in un gigantesco cross-over dall’indubbio fascino. Abbiamo l’avventuriero Allan Quatermain da Le miniere di Re Salomone, Mina Murray da Dracula, il dottor Henry Jekill da Lo strano caso del dr. Jekill e del signor Hyde, l’Uomo Invisibile dall’omonimo romanzo di H. G. Wells e il Capitano Nemo da 20.000 leghe sotto i mari; a questi, che sono i componenti della Lega, si aggiungono un’altra infinità di personaggi del mondo della fantasia dell’epoca: Auguste Dupin da Poe, Moriarty da Sir Conan Doyle, Campion Bond che altri non sarebbe che un antenato di James Bond, Ismaele da Melville. L’elenco è sterminato. In pratica, quello che ha fatto Alan Moore è stato prendere tutti questi personaggi e calarli in una realtà parallela alla nostra, il tutto condito con chiare influenze steampunk,

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Per sfortuna di Moore, questa prima serie viene trasposta in un film hollywoodiano. Qui si apre una fantastica digressione su Sean Connery, il coefficiente De Niro e le continue lamentele di Moore. Ma andiamo con ordine. Il film che si occupa di trasporre le vicende ideate da Alan Moore è, obiettivamente, una chiavica pazzesca. Trattandosi di un film di Hollywood, e quindi scritto e pensato per un pubblico “ammericano”, si è pensato di apportare delle pesanti modifiche alla storia originaria. Tanto per dire, si aggiunge alla Lega il personaggio di Tom Sawyer, il quale rappresenta il classico eroe americano, spavaldo, ironico e spaccone. Oltre a lui, si aggiunge anche l’immortale Dorian Gray per una non meglio specificata ragione. Se si considera poi un casting veramente da braccia che cascano (Tom Sawyer, Dorian Gray e Mina Murray, che qui si chiama Mina Harker giusto per non sbagliare, sono assolutamente desolanti), allora il disastro è bello che pronto. Laddove l’idea del cambio di trama non è nemmeno troppo male (nel fumetto Moriarty assembla la Lega per rubare la cavorite, un minerale in grado di annullare la gravità, mentre nel film lo fa per poter rubare i poteri dei protagonisti e trapiantarli in un moderno esercito di super soldati), lo smorzamento della violenza è riduttivo e fastidioso. Nel fumetto di Moore tutto è folle, la fantasia viene lanciata a mille all’ora e quando c’è da mostrare del sangue o delle ossa rotte lo si fa. Mr. Hyde si è nutrito della malvagità umana ed è diventato immenso, una specie di Hulk vittoriano e quando combatte smembra e distrugge. Nemo è un soldato che disprezza la civiltà inglese e che quando combatte non si fa remore di sparare a bruciapelo alla gente con un gigantesco fucile lancia arpioni di sua invenzione. Nel film tutto diventa più macchiettistico e all’acqua di rose, mostrando la paura di rischiare troppo per quello che nelle intenzioni doveva essere un blockbuster.

Ed è qui che parliamo di Sean Connery e del coefficiente De Niro perchè The League of Extraordinary Gentlemen è anche la sua ultima apparizione cinematografica e il cuore piange se ci si pensa attentamente. Lo stesso Connery una volta ha affermato, grossomodo:

Mi hanno offerto Matrix, io non ci ho capito nulla della trama e ho rifiutato ed è stato un successo. Mi hanno offerto Il Signore degli Anelli, io non ho capito nulla della trama ed ho rifiutato. Infine mi hanno offerto La lega degli uomini straordinari e anche questa volta non ho capito nulla ma mi sono detto “Al diavolo” e ho accettato.

Ecco, se anche quella volta avesse rifiutato sarebbe stato molto meglio. Il film si schianta forte al botteghino e Sean Connery si ritira dalle scene con amarezza. L’avesse fatto con Finding Forrester sarebbe stato molto meglio ma, almeno, ha dimostrato che quando inizi ad applicare il coefficiente De Niro ai film a cui partecipi forse è meglio lasciar perdere. Ma cosa è il coefficiente De Niro? Semplicemente è il coefficiente di sputtanamento della carriera di un attore che si misura su una scala tra Godsend The Adventures of Rocky & Bullwinkle. Se inizi a ritenere interessanti o necessari film di questo tipo, allora è meglio se ti ritiri.

Una parolina poi la si spende su Alan Moore, che ovviamente odia la trasposizione cinematografica della sua opera (e come dargli torto in questo caso), ma che dimostra di farlo come se fosse una abitudine più che consolidata. Realizza un fumetto, ne vende i diritti cinematografici e poi si lamenta del risultato. Lo ha fatto con questo, con From Hell (e ci credo) ma anche con ottime opere quali V for VendettaWatchmen. Onestamente, un mah ci sta.

Tornando a bomba sulla serie degli Uomini Straordinari, dopo la prima saga ne esce una seconda, ambientata poco dopo e in cui Londra deve affrontare l’invasione marziana raccontata da H. G. Wells. La Lega sconfiggerà i marziani grazie ad un’arma biologica creata dal Dr. Moreau. Ma, e qui risiede la grande differenza tra cinema e fumetto, la vicenda non si ferma qui. Dopo queste due saghe, Alan Moore punta a qualcosa di ancora più estremo: sempre con la collaborazione di Kevin O’Neill realizza The League of Extraordinary Gentlemen: The Black Dossier, un volume unico in cui viene narrata una storia con protagonisti Allan e Mina negli anni ’50 dopo la caduta del governo del Grande Fratello Orwelliano, e in cui la vicenda a fumetti viene interrotta da inserti presi da un fantomatico Black Dossier che i due protagonisti stanno effettivamente sfogliando. In questi inserti metafumettistici, costituiti da riproduzioni di opere perdute di Shakespeare, fumetti pubblicati o censurati, parti di libri commisionati dal governo e chi più ne ha più ne metta, viene ricreata una storia alternativa non solo dell’Inghilterra, ma del mondo stesso. I Grandi Antichi di Lovecraft irrompono nella vicenda (anche se un accenno lo avevamo avuto nella storia raccontata in appendice al primo volume della saga), mentre la guerra di Troia diventa un espediente usato dagli Dei per distruggere i loro figli concepiti con gli umani e che hanno dimostrato di avere tendenze psicopatiche. Tutto viene triturato e frullato in questa storia alternativa, la vicenda della Lega divenuto un pretesto per sfoggiare una cultura enciclopedica che racchiude riferimenti alla cultura, alta o bassa che sia, di un Paese.

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Dopo il Black Dossier si arriva a Century, prima diviso in tre voiumi, 1910, 1969 1999 e ora raccolto in un unico volume, origine di questo post. In Century le vicende della Lega si dipanano lungo l’arco di tutto il Secolo e si concludono con l’avvento dell’Anticristo nelle fattezze di Harry Potter, il quale verrà sconfitto nell’incredibile finale da Mary Poppins (non prima di aver ucciso Allan Quatermain con un fulmine lanciato dal suo pene, però). Un vero schiaffo in faccia alla limitata riduzione cinematografica hollywoodiana che ha mancato una occasione d’oro, anche se, con il senno di poi, forse non sarebbe male dimenticarsi del film e pensare ad una trasposizione televisiva. Il materiale per una nuova serie tv non mancherebbe. Anche senza Sean Connery.

PS: Giusto per bullarsi una volta, ecco una foto del vostro Cinefilo Reietto con Mr. Kevin O’Neill, presente alla fumetteria Gosh! in Soho per firmare copie del suo nuovo lavoro, Nemo: Roses of Berlin, sempre in collaborazione con Alan Moore, continua espansione del mondo della Lega.

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