Laura Palmer Reloaded

A quanto pare le petizioni funzionano. Dopo il Winner Taco, un’altra petizione sembra aver sortito il suo effetto. Andiamo con ordine: correvano (male) gli anni Novanta e le serie tv non erano ancora quel mondo dorato in cui tutta la gente che conta ora vuol far parte. Solitamente, le serie tv erano trampolino di lancio per gente che avrebbe poi abbandonato il piccolo schermo schifandolo, oppure come ultima spiaggia per gente che il cinema non se la inculava più nemmeno per sbaglio. Ma, a sorpresa, David Lynch se ne esce con quel capolavoro di Twin Peaks, prendendo a schiaffi in faccia tutti i malpensanti e dicendogli che in fondo sì, si può sfruttare il piccolo schermo e lo si può fare talmente bene che venticinque anni dopo stiamo ancora a parlarne e a prenderne ispirazione (vero True Detective?). La serie ha successo, anzi di più, diventa di culto, la domanda “Chi ha ucciso Laura Palmer” diventa un tormentone molto tempo prima che Studio Aperto ci massacrasse i cosiddetti con il concetto di tormentone e a quel punto la ABC decide di suicidarsi, fa rivelare l’assassino di Laura Palmer a metà della seconda stagione con conseguente crollo degli spettatori e un sereno “Vaffanbrodo” da parte di David Lynch e Mark Frost, i due ideatori della serie. Da lì in poi la seconda stagione ha un crollo vertiginoso e imbarazzante, fino a quando verso la fine David Lynch riprende in mano le redini della situazione e decide di dare una chiusura degna di quello che era stato Twin Peaks grazie a lui. Ovviamente, trattandosi di Lynch, il finale lascia aperte più domande di quante ce ne fossero all’inizio e, soprattutto, si chiude con un cliffhanger negativo che ancora assilla i fan di tutto il mondo: il povero agente Dale Cooper intrappolato nella Loggia Nera e posseduto dal demone Bob. Che ne sarà di lui? La serie si chiude, ma Lynch decide di avere ancora qualcosa da raccontare e così realizza un film vero e proprio per il mondo del cinema dal titolo Twin Peaks: Fire walk with me. Ma, ancora, trattandosi di Lynch non coglie l’occasione per rendere felici i fans e chiudere le faccende lasciate in sospeso. Il film racconta invece gli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer, mostrandoci quello che avviene prima degli avvenimenti a cui assistiamo nella serie tv. Ancora, abbiamo la proposizione di un prequel quando ancora nessuno sapeva che cosa cazzo fosse un prequel (vero, George Lucas?). La critica non apprezza molto la scelta del regista e demolisce il film che, presentato a Cannes, affonda in un mare di fischi. Io, da povero ingenuo, l’ho visto prima di vedere la serie tv e da giovane incolto mi aspettavo un thriller per poi trovarmi catapultato in un vortice con nani, bambini mascherati, demoni, gente che urla, David Bowie e Chris Isaak e tante stranezze che ancora oggi sto a chiedermi “ma che cazzo?” Insomma, io ho gridato al capolavoro e che se ne vada a quel Paese la critica. In ogni caso, e arriviamo alla petizione, passa un po’ di tempo e cominciano a girare voci di come il film presentato da Lynch a Cannes sia stato martoriato da mille mila tagli e che non sia esattamente quanto voluto mostrare dall’autore inizialmente. Giustamente i fan si inferociscono e inventano l’Internet con tre scopi: pubblicare foto di gatti buffi; vedere film porno aggratis; firmare una petizione per ottenere la versione integrale del film di Twin Peaks. Inizialmente gli obiettivi dovevano essere quattro, con la quarta voce corrispondente a “Sconfiggere il comunismo”, ma ai tempi il comunismo era già stato sconfitto e così si sono concentrati sugli altri scopi. Se per i primi due non c’è stato problema, per il terzo ci sono voluti un po’ di anni, ma alla fine il giorno è arrivato. Ieri Entertainment Weekly ha diffuso l’annuncio ufficiale dell’uscita il 29 Luglio di un lussuosissimo cofanetto Blu Ray contenente l’intera serie tv più il film Fire walk with me con i famigerati novanta minuti tagliati in sala di montaggio la prima volta. Disponibile sul Tubo anche un teaser trailer di due minuti con stralci delle scene tagliate, tra cui abbiamo un David Bowie e un effettaccio anni Novanta, gente che guarda stranita nel vuoto, boschi, cocaina, Leland Palmer che agisce da folle come suo solito, nani, tavoli, ancora David Bowie e la donna che canta la sigla di Twin Peaks con la peggio acconciatura degli anni Novanta.

Io ho già i soldi in mano. Su Twitter esiste anche un hashtag, #theentiremistery. Poi non dite che non ve l’ho detto.

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