Un anno reietto

Anche questo anno se ne va e, come si deve fare per una legge non scritta, è tempo di consuntivi e riflessioni. Partiamo subito.

  • Miglior film dell’anno

Curioso notare come siano tematicamente uniti Gravity, il gradito ritorno di Alfonso Cuarón dietro la macchina da presa dopo l’altrettanto meraviglioso Children of the men e datato 2006, e All is lost di J. C. Chandor, con uno spettacolare Robert Redford. In entrambi i lungometraggi abbiamo una situazione di isolamento estremo e la conseguente lotta per la sopravvivenza in un ambiente ostile. Lo spazio e l’Oceano sono le diverse facce di una stessa medaglia in cui l’uomo rappresenta una pedina minuscola in balia di forze talmente gigantesche da sembrare insormontabili. Siamo di fronte a due casi di cinema estremo, tecnicamente e formalmente perfetto, in cui però alla perfezione tecnica si sposano abilità attoriali eccezionali (e se dirlo di Robert Redford non dovrebbe essere una sorpresa, visto che non tutti sono impegnati a gettare la propria carriera nel cesso come Bobby De Niro, la prova maiuscola di Sandra Bullock dovrebbe stupire) e sensibilità poetiche non indifferenti che elevano queste due opere al top di quanto proposto in questo 2013.

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  • Certezza disillusa dell’anno

Ovvero, un tempo pensavo che se in un film era presente Jeremy Irons, allora poteva essere brutto ma non così brutto. Poi ho visto Beautiful Creatures e tutto è andato a quel paese.

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  • Peggior sequel dell’anno

Il primo Grave Encounters non era male. Niente per cui strapparsi i capelli, chiaro. Di found footage ormai ne abbiamo fin sopra le orecchie, però il primo episodio era comunque carino, con una discreta gestione della suspense. Niente di epocale, ma vedibile. Il suo seguito, invece, è pura #merda.

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  • Speranza confermata dell’anno

Niente, io per questo uomo ho una fissa incredibile. Nicolas Winding Refn sta rischiando di diventare un nuovo Kubrick, ogni suo film è una piccola perla e Only God forgives non fa eccezione. Resta solo il dubbio su Ryan Gosling: accetta parti in cui deve avere solo due espressioni per scelta artistica, o perchè in fondo in fondo non è poi quel grande attore? Eppure me lo ricordo in The believer e lì sapeva recitare.

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  • Film spassoso dell’anno

Mostri giganti contro robot giganti. Una petroliera usata come mazza da baseball e Idris Elba che dice: “Cancelleremo l’Apocalisse!”. Guillermo Del Toro firma questo capolavoro fantascientifico che tutti noi nati negli anni ’80 aspettavamo con ansia. Robotjox e Mazinga, tutto frullato alla grande.

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  • Morte idiota dell’anno

Ok. Tuo figlio è Superman. Arriva un tornado e tu che fai? Torni indietro a recuperare il cane che è restato in macchina. Tu. Non Superman che può guardare in faccia il tornado e fermarlo con un rutto. Uno dei tanti dettagli inutili di un film con un sacco di problemi di trama. Vedremo il seguito (con Batman).

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  • Pazzo dell’anno

Sempre lui, il buon Lars. Nymphomaniac sarà un nuovo passo sul suo folle cammino artistico.

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  • Buon proposito per l’anno nuovo

Vedermi finalmente El Topo di Jodorowsky, più Viva la muerte di Arrabal. Il Movimento Panico me gusta, eccome se me gusta.

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2 pensieri su “Un anno reietto

    1. Vero. Quello che gli manca rispetto a Kubrick è forse una certa poliedricità: dove Kubrick ha percorso un po’ tutti i generi, per Refn quasi tutti i protagonisti dei suoi film sono degli asociali ai confini dell’autismo calati più o meno nel mondo della malavita (con l’eccezione di Valhalla Rising per quanto riguarda la storia). Detto questo, da quando ha ripreso in mano la serie di Pusher non ha sbagliato un colpo, sfornando tra l’altro due capolavori assoluti quali Valhalla Rising e Only God forgives. Tanta, tanta stima e amore.

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