50 (anni) per 13 (Dottori), ovvero: come imparai a non temere, e anzi ad amare, la matematica

Così alla fine come è giunto è passato: il Giorno del Dottore, l’episodio speciale commemorativo dei primi 50 anni di attività del simpatico alieno viaggiatore del tempo è stato proiettato in tutto il globo, vincendo anche il Guinness dei Primati come spettacolo con la più ampia diffusione broadcast nella storia del piccolo schermo. Non solo: per celebrare dignitosamente questo evento l’episodio è stato proiettato anche in numerosi cinema britannici, in 3D. Il sottoscritto ha avuto l’onore di assistervi al Cineworld di Londra, a due passi da Piccadilly Circus e devo ammettere che anche il 3D, spesso bistrattato, in questa occasione è stato ben realizzato.

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Ma come è stato questo episodio speciale? Il Daily Mail non ne ha parlato un granchè bene, ma al Daily Mail si può rispondere con la stessa risposta che gli diede Amanda Palmer.

 

Detto questo, bisogna ammettere che si è trattato di una puntata che da un lato chiude (definitivamente?) la sottotrama legata alla Time War e dall’altro, proprio per come avviene questa chiusura, getta le basi per i futuri sviluppi del serial. Sviluppi che, però potrebbero divergere da quello che è stato il corso attuale del Dottore.

Sin dalla sua prima stagione, nell’ormai lontano 2005 il Dottore si è presentato come l’unico sopravvissuto della sua specie alla Time War in cui Signori del Tempo e Daleks si sono distrutti a vicenda. Al termine della quarta stagione poi, si è scoperto come sia stato invece il Dottore a distruggere entrambe le razze per evitare così che la Guerra Temporale potesse devastare l’intero Universo. Al peso della solitudine per essere l’ultimo sopravvissuto, si aggiunge così anche il peso del senso di colpa per aver sacrificato miliardi di vite pur di poter salvare il resto del Creato. L’incarnazione del Dottore che compie questo genocidio compare poi alla fine della settima stagione, palesandosi di fronte ad Eleven. Nell’episodio speciale, il crimine del Dottore viene cancellato. Ten ed Eleven con l’aiuto di Clara Oswald, dopo aver sventato la minaccia degli Zygon (una minaccia piuttosto blanda in effetti, che serve più che altro per introdurre il concetto della pittura tridimensionale), convincono l’incarnazione guerriera del Dottore che esiste un altro modo per salvare l’Universo: congelare Gallifrey e farlo sparire in una sacca temporale in un Universo alternativo,  facendo così in modo che l’intera flotta Dalek che circonda il pianeta finisca per distruggersi nel fuoco incrociato derivante dalla scomparsa del bersaglio su cui si sta concentrando tutta la loro potenza di fuoco.

Day-of-the-Doctor-2

Dopo la riuscita del piano però iniziano i problemi che, si spera. le successive stagioni sistemeranno: ora il War Doctor intepretato da John Hurt diventa a tutti gli effetti un Dottore, quindi teoricamente Ten diventa Eleven, Eleven Twelve e il prossimo Dottore, interpretato da Peter Capaldi, Thriteen e, di conseguenza l’ultima incarnazione possibile. Però la rigenerazione di John Hurt era stata indotta artificialmente, quindi non dovrebbe contare e in più resta ancora in sospeso la questione delle rigenerazioni che possono o non possono essergli state donate da River Song in Let’s kill Hitler. Cosa più importante, al di là della matematica, è che adesso il personaggio dovrebbe perdere parte del peso che gravava sulle sue spalle, poichè il genocidio non è più avvenuto (Nine e Ten non cambiano, perchè l’incontro tra i Dottori genera un alterazione del flusso temporale con la conseguenza che non ricordano niente di quanto avvenuto nell’episodio, mentre ricorderà tutto Eleven). Apparentemente, inoltre, adesso il filo rosso delle prossime stagioni potrebbe essere la ricerca da parte del Dottore di Gallifrey, disperso nella sacca temporale. Ma nel finale della quarta stagione il Maestro non riportava indietro il pianeta proprio da una sacca temporale? Bah…

Doctor Who – 50th Anniversary Special - The Day of the Doctor

Per chi inoltre aveva pensato che finalmente questa sarebbe stata l’occasione per spiegare la ragione dello scoppio del Tardis nel finale della quinta stagione è rimasto ancora con la bocca asciutta. Forse con lo speciale di Natale e la nuova rigenerazione, avremo la risposta.

Complessivamente come è stato dunque questo episodio? Divertente? Molto. L’interazione tra i Dottori è stata magnifica, anche se John Hurt se li mangia tutti a colazione quando vuole. Emozionante? Pure. Miriadi di citazioni dalla vecchia alla nuova serie e un cameo di Tom Baker che quando è comparso sullo schermo tutta la sala cinematografica si è alzata per applaudire. La scena finale poi, con tutti i Dottori schierati di fronte a Gallifrey è da pelle d’oca. Pienamente promosso quindi? Non esattamente. Certi personaggi sembrano essere stati messi giusto perchè andavano inseriti (Billie Piper e gli Zygon, per dirne qualcuno) e l’aver disintegrato le basi di tutto quello che è stato il corso di queste sette stagioni può sembrare un azzardo e una presa per i fondelli dei fan. Si può solo dire che, come spesso accade con il Dottore, soltanto gli sviluppi futuri potranno dirci quanto, e se, sia stato importante e azzeccato questo episodio.

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