Il coraggio, la dedizione, l’entusiasmo, la follia di un esordiente

Mi piace immaginare un discorso simile tra Steve McQueen, regista alla sua opera prima, e i produttori di Hunger:

– Voglio realizzare un film sul conflitto tra Regno Unito e Irlanda del Nord.

– Va bene.

– Sarà basata sul diario di Bobby Sands.

un-giorno-della-mia-vita

– Ottimo.

– Bobby Sands lo faccio entrare in scena dopo una trentina di minuti, però.

– Mmmmh… ok. Coraggioso, ma si può fare. In fondo si tratta dell’entusiasmo dell’esordiente.

– Inoltre Bobby Sands sarà interpretato da un attore tedesco.

– Tedesco? Tedesco? E dovrebbe fare l’accento irlandese? Non è che mi diventa una cosa simile al milanese di Kim Rossi Stuart in Vallanzasca (NdA: so che il film Vallanzasca è successivo ad Hunger, ma serve per rendere l’idea).

– No, no. Sono sicuro che il mio attore farà bene, anzi benissimo.

– Va bene. In fondo si tratta dell’entusiasmo e dell’incoscienza dell’esordiente.

– Ne sono così convinto, anzi che imposterò su di lui un piano sequenza di venti minuti su di lui che parla con un prete.

– Aspetta, aspetta. Un piano sequenza di venti minuti? Ok, si tratta dell’entusiasmo, dell’incoscienza e della sbruffonaggine dell’esordiente.

– A camera fissa.

– Un momento: un piano sequenza di venti minuti a camera fissa?

– Esatto.

– Ricapitoliamo: vuoi realizzare un film in cui il protagonista irlandese, interpretato da un tedesco, entra in scena dopo mezz’ora di film e vuoi aggiungere un piano sequenza di venti minuti a camera fissa in cui due persone semplicemente parlano? Va bene siamo di fronte all’entusiasmo, all’incoscienza, alla sbruffonaggine e alla follia dell’esordiente. Ma si può fare.

– (bisbigliando) Per non parlare delle molte scene mute.

– COSA?

Il produttore sviene, McQueen frega il malloppo per produrre il film, chiama Fassbender e girano Hunger, portandosi pure a casa il premio come miglior opera prima al festival di Cannes. Fassbender, tra l’altro, sfoggia un accento irlandese degno di un irlandese e sì, ok, è naturalizzato irlandese e vive in Irlanda da quando ha due anni, ma secondo me a Steve McQueen piace giocare.

Questo, poi è il famigerato piano sequenza. Da vedere, studiare, ammirare e venerare.

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